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Fiano di Avellino

  • CARATTERISTICHE

          Acidità totale minima: 5,0 g/l.
          Titolo alcolometrico volumico totale minimo
: 11,50% vol.
          Estratto non riduttore minimo
: 16,0 g/l.

          Colore: giallo paglierino più o meno intenso.

Odore: gradevole, intenso, fine, caratteristico.
Sapore: fresco, armonico.

Vitigni: Fiano per un minimo dell'85%; possono concorrere alla  produzione  di  detto vino  le  uve provenienti  dai  vitigni  Greco,  Coda  di Volpe bianco e Trebbiano toscano, presenti  nei  vigneti  in  ambito  aziendale,  da  soli  o congiuntamente, fino ad un massimo complessivo del 15%.

Abbinamenti e temperatura di servizio: Perfetto come aperitivo, trova ottimi accostamenti con i più raffinati piatti a base di pesce. Si degusta ad una temperatura di 8°-10°C.

Costo:  €2.50 cad.

 

 Info: 338.9879493

Il Fiano di Avellino e’ diventato uno dei protagonisti del rinascimento enologico italiano tanto che dalla vendemmia 2003 sara’ con il Greco di Tufo, DOCG, confermando la vocazione vitivinicola della provincia di Avellino che gia’ ne ha una, il Turasi.
Si tratta del vitigno bianco piu’ pregiato di tutto il Mezzogiorno con grandi margini di crescita ed assolutamente tipico perche’ si esprime al meglio proprio in Irpinia dove si e’ meglio acclimatato.

Proprio il clima poco meridionale dell’irpinia spiega il carattere del Fiano: gli inverni sono molto rigidi, durante l’estate c’e’ sempre una buona escursione termica, il caldo non e’ mai soffocante.

Il colore e’ giallo paglierino piu’ o meno intenso, l’odore gradevole e caratteristico, il sapore secco. Diciamo che per individuare il Fiano di Avellino bisogna riconoscere il sentore di nocciola piu’ o meno tostata, la pianta tipica delle campagne irpine.

Il Fiano e’ molto versatile a tavola e questa e’ la chiave del suo successo: perfetto come aperitivo, trova ottimi accostamenti con antipasti a base di caviale, ostriche, i piu’ raffinati piatti a base di pesce.Se invecchiato ottimo con formaggi caprini e a pasta semidura non stagionati.
Con il passare del tempo il Fiano, vinificato in acciaio, sviluppa i sentori di nocciola e miele di castagno: una bottiglia vive tranquillamente sino a tre anni senza mostrare cedimenti, ma non sono rari i casi in cui il prodotto e’ ancora abbastanza fresco anche dopo cinque anni.

 

  • Storia
Diverse le congetture sull’origine del nome: potrebbe derivare dal termine apiana con il quale il Columella e Plinio indicavano la predilezione delle api per questa uva, oppure da Apia, il nome dell’area agricola tra i 400 e i 500 metri che adesso si chiama Lapio e che costituisce sicuramente la zona piu’ vocata per questa uva.
Nel corso dei secoli sono state trovate numerose tracce documentali, tra cui la richiesta di federico II di averlo a corte, poi quella simile di Carlo II d’Angio’, mentre nel 1661 il frate Scipione Bellabona ricordava precisamente la zona di elezione da cui e’ partita la buona reputazione di cui questo bianco ha sempre goduto tra gli appassionati.
Bisogna aggiungere che l’Irpinia ha espresso la sua vocazione vitivinicola con decisione sin dall’800; non a caso nel 1879 fu creata, unica nel centro-sud, la scuola di viticoltura e di enotecnica ad Avellino: una tradizione che continua.